«Mi sono trasformata in una madre travolgente»

  • Cinema/La promessa dell'alba

ROMA Dalla Polonia degli anni ‘20, alla Francia prima della guerra, alla Londra bombardata, fino al deserto africano e poi al Messico degli anni ‘50. Una vita senza tregua quella di Romain Gary che ha avuto un solo faro per tutta la vita, la madre combattente che gli ripeteva che era migliore degli altri e che sarebbe diventato un grande scrittore. Cosa puntualmente avvenuta. Allora questo “La promessa dell'alba”, da oggi in sala, diretto da Eric Barbier e tratto dall'omonimo capolavoro di Gary,  è prima di tutto la storia di una madre e di un amore. Una madre interpretata da Charlotte Gainsbourg che confessa: «Mi sono ispirata a mia nonna che è arrivata in Francia dalla Russia, facendo un percorso simile a quello della madre di Romain».

Non ha temuto la trasformazione? 
«Mi sono messa in testa che non dovevo avere paura di essere imbruttita e di giocare con la mia età, ho usato costumi, trucco, parrucche, protesi, seni e fondoschiena finti. E, per la prima volta, ho capito cosa voleva dire avere una maschera, essere totalmente trasformata come donna e come attrice: mi sono davvero sentita libera».

Cosa pensa di questa madre travolgente? 
«Non nego di aver pensato, a volte, che fosse pericolosa, una maledizione perché condanna il figlio a convivere con le sue enormi aspettative. Però è stata anche una benedizione per lui: lo ha reso forte, curioso, affamato di vita. Alla fine anche io mi sono fatta travolgere dal suo amore estremo».

SILVIA DI PAOLA