«Difendere con i denti i marchi Made in Italy»

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ROMA Un registro dei marchi storici con più di 50 anni di anzianità, presso il ministero dello Sviluppo economico, come strumento contro le delocalizzazioni all’estero. Lo propone la Lega in un disegno di legge di cui è primo firmatario il capogruppo del partito alla Camera, Riccardo Molinari. L’idea è di fare in modo che il marchio «diventi proprietà dello Stato» nel caso in cui, come avvenuto di recente con la Pernigotti, l’azienda sia rilevata da un gruppo estero che proceda allo spostamento della produzione fuori dall’Italia. «Vogliamo difendere con le unghie e con i denti le aziende italiane - ha detto il vicepremier Matteo Salvini - se vuoi farti il cioccolato in Turchia metti made in Turkey. Ci sono regole europee che avvantaggiano i grandi e danneggiano i piccoli. È stato fatto un enorme shopping sulle aziende italiane senza che i governi di sinistra battessero ciglio».

Sulla Via della Seta

E sul tema del commercio internazionale resta scottante il dossier Cina. Martedì il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferirà nell’Aula della Camera non più solo sul Consiglio Ue ma anche sul memorandum Italia-Cina, noto come Via della Seta. «L’accordo prevede di portare i prodotti italiani in Cina, sono contento che ci sia accordo dal Quirinale e nel Governo», ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio. Quello sulla Via della Seta «non è un accordo politico con Pechino - ha precisato il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri - è un accordo commerciale che, tra l’altro, è tutto da sviluppare. Del resto lo hanno già fatto molti Paesi europei: Francia e Inghilterra esportano circa per 20 miliardi di euro, la Germania addirittura 90 miliardi di euro mentre l’Italia soltanto 13 verso la Cina. Se ci sono delle opportunità perchè non coglierle?». Quanto alla messa in guardia venuta dagli Usa. «L’Italia è saldamente nel campo euroatlantico - ha messo in chiaro il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano - ma i partner devono capire quando tu hai necessità di aprire il tuo mercato ad altre opzioni».

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