La bottega che fa rete coi piccoli produttori

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Una filiera corta e ricchissima di prodotti, qualità, eccellenza. Una filiera che disintermedia la relazione tra cliente e consumatore e propone un nuovo modo di acquistare. Una filiera che rivoluziona l’acquisto scommettendo sulla consapevolezza. Perché se siamo quello che mangiamo, siamo anche quello che acquistiamo. Ne è convinto Renato Plati, 47enne imprenditore alimentare milanese, in tasca una laurea in legge e nel passato alcune esperienze imprenditoriali nell’informatica e nella telefonia mobile. «Questo progetto è nato a livello embrionale sette anni fa in Toscana, in quel paese conosciuto nel mondo per la raccolta differenziata», afferma Renato. L’idea è proprio partita da un gruppo di giovani di Capannoli, nel lucchese. L’ambizione da subito è stata di mappare il cibo di qualità, cercando di favorire i piccoli produttori, quelli che hanno poca visibilità e che sono impegnati ogni giorno nel lavoro della terra. 

Oggi le botteghe alimentari sono tre, distribuite tra Milano, Padova e Bologna. Nel capoluogo lombardo Effecorta ha sede nella zona nord, precisamente nel quartiere Affori, prima periferia milanese, area ad alta densità abitativa e che ha mantenuto nel tempo lo spirito di comunità. «Siamo serviti dalla metropolitana gialla, abbiamo uno spazio di 180 metri quadrati dove lavorano quattro collaboratori, mentre i soci sono tre. Vendiamo pane, pasta, salumi, formaggi, ortofrutta biologica. Tutti prodotti accomunati dalla consapevolezza», ricorda Renato.

Già, la consapevolezza di un acquisto che crea valore. I fornitori di Effecorta oggi sono oltre ottanta e operano soprattutto nelle vicinanze geografiche. «Ma facciamo anche un giro d’Italia. Vendiamo alla clientela l’olio toscano o i vini siciliani. Sono prodotti di altissima qualità».

Punto fisico e punto digitale si integrano vicendevolmente e dialogano tra loro. Perché su Effecorta.it è ospitato anche un marketplace con la vendita online dei prodotti. «Con internet all'inizio abbiamo incontrato delle difficoltà, oggi lo usiamo per accrescere posizionamento e per vendere ad una clientela di qualità e alfabetizzata al digitale. Ma il web ci ha permesso anche di intercettare nuovi clienti e fornire informazioni più dettagliate». Anche perché la consapevolezza passa necessariamente per la conoscenza.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

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