Ocse, gelata sull'Italia "Recessione, 2019 al -0,2%"

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Una Italia in recessione nel 2019. E' quanto emerge dall'Interim Economic Outlook dell'Ocse, il quale ha rivisto nettamente al ribasso le sue stime sul Pil italiano per l'anno in corso, portandolo a -0,2% dal +0,9% della previsione del novembre scorso. Per il 2020 l'Ocse prevede una crescita dello 0,5%, in ribasso rispetto al +0,9% stimato a novembre. Si tratta di valori molto inferiori rispetto alle previsioni del governo, che nel Dpf prevede un Pil in crescita dell'1,5% nel 2019 e dell'1,6% nel 2010. L'Ocse rivede al ribasso anche le sue stime sulla crescita del Pil dell'Italia nel 2018, portandola dall'1% delle previsioni di novembre a +0,8%. 

Recessione. "Nonostante lo stimolo che l'allentamento fiscale fornirà quest'anno, la crescita è stata rivista in modo particolarmente marcato in Germania e in Italia, riflettendo la quota relativamente elevata delle esportazioni in termini di Pil rispetto a quella della Francia", dice l'Interim Economic Outlook dell'Ocse. Per la Germania l'Ocse prevede una crescita solo dello 0,7% nel 2019, contro il +1,6% stimato a novembre.   In generale il rapporto dell'Ocse evidenzia che la crescita globale "perde slancio" per l'"acuirsi dell'incertezza politica, le persistenti tensioni commerciali e il continuo calo della fiducia delle imprese e dei consumatori". "Anche la crescita del commercio, un'arteria chiave nell'economia globale - si legge nel rapporto dell'Ocse - ha subito un forte rallentamento, portandosi al 4% circa nel 2018 dal 5,25% del 2017, con restrizioni commerciali che hanno effetti negativi sulla fiducia e sui piani di investimento in tutto il mondo. In Europa, la crescita del commercio si è arrestata, riflettendo un rallentamento della domanda sia interna che esterna". "Anche in assenza di ulteriori restrizioni commerciali - si legge nel rapporto - il rallentamento in molte economie chiave come Germania, Cina, Regno Unito e Italia sta agendo per indebolire la crescita dei loro partner commerciali in Europa e in Asia data la loro importanza come mercati di esportazione e nelle catene di approvvigionamento regionali".

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