«Il musical sui Queen è pura energia»

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ROMA Dopo la vittoria come miglior attore di Rami Malek e il trascinante live dei Queen che due giorni fa ha aperto la cerimonia di premiazione degli Oscar, il mito della band londinese sbarca nella capitale con il musical “We will rock you”, da domani al Brancaccio in una nuova edizione. A raccontarla, il produttore Claudio Trotta.

Ci sono differenze sostanziali rispetto all’edizione 2009? 
«Molte. Allora si trattò di ricalcare il modello di partenza inglese. Nella versione attuale, invece, abbiamo introdotto  novità coreografiche e testuali, anche considerando ciò che è cambiato nella società dal 2002 (anno del debutto oltremanica, ndr) ad oggi».

Dopo il successo di “Bohemian Rhapsody”, ha rilevato un’impennata di presenze? 
«Senza dubbio il biopic di Synger, che io ho amato, ha innescato una nuova Queenmania, ma il nostro spettacolo aveva già prima un suo grande successo. È pieno di energia, celebra il valore “liturgico” del rock, la sua capacità di aggregare generazioni diverse proprio come fa la musica di May e soci».

È difficile allestire uno show come questo? 
«Non parlerei di difficoltà, ma di sfide da vincere. Insieme allo staff, volevo creare qualcosa in cui l’importanza del testo e della recitazione fosse la stessa della musica. Abbiamo fatto un ottimo lavoro».

La storia raccontata in “We Will Rock” può essere considerata un inno alla speranza? 
«Certo! Come viene detto a un certo punto dello spettacolo: “Il futuro non è scritto. Il futuro dipende da tutti noi”.

DOMENICO PARIS

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