Quella card "spazzolata" per comprarsi i like

  • Maurizio Baruffaldi

Follower si traduce: seguace. Il vocabolario dice: Chi aderisce al pensiero di un maestro, di una scuola, di una religione. Su Instagram ci si accontenta di aderire a delle foto. E se la fotografia è arte assoluta che merita seguaci, a fare adepti su Instagram nella maggior parte dei casi sono invece scatti del menga, autocelebrativi e senza valore. Linguaggio del nostro tempo anche questo, sicuramente. E di questi seguaci te ne puoi pure comprare un pacchetto. Il mercato online offre prezzi da spaccio aziendale. Puoi acquistare anche dei Like. Voglio che si sappia, che piaccio alla grande. Cantantemi il Tuca Tuca della Carrà: Mi piaci, ah ah! 
Basta un clic per scoprire che questi acquisti virtuali non aiutano l'account, anzi. Li paghi, i seguaci arrivano in due o tre tranche, subito una parte si dissocia, gli altri non mettono like, e l'algoritmo non vedendo movimento tende ad anestetizzarlo. Detto in soldoni, ma funziona così. 
Cosa che probabilmente non sapeva la ragazzina che ha spazzolato la carta di credito di una povera nonna, quella di un altro, per rifarsi oltre al guardaroba pure l'account, comprando  followers. Per il primo, visti i 10.000 euro spesi, si sarà dedicata a tanta bella roba firmata e sborona. Magari sarà stata anche lei trattata da pezzente, derisa dai compagni fighetti perché non poteva permettersi la divisa obbligatoria. E in questa scala sociale della gioventù, anche il numero di seguaci su Instagram certifica una differenza. Mi sembra di vedere questa ragazza, vestita con cose nuovissime, che ti fanno sempre un po' manichino, lo sguardo incollato allo smatphone, quasi incredula nel vedere quei numeri ingrossarsi. E sentire il brivido della celebrità. 

MAURIZIO BARUFFALDI

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