Largo Argentina restituito ai romani

  • Roma

ROMA Il luogo dove fu ucciso Giulio Cesare, oggi chiuso e segnato dal degrado, sarà restituito alla città. L’area sacra di Largo Argentina sarà infatti accessibile e visitabile per la prima volta in modo sistematico grazie a un’erogazione liberale di 500.000 euro frutto di una convenzione siglata tra Campidoglio e Bulgari che consentirà di effettuare una serie di interventi volti a una significativa valorizzazione del sito archeologico.

La somma si aggiunge al residuo di un altro mezzo milione di euro circa, elargito per il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti, così come previsto nella convenzione stipulata con la Bulgari nel 2014 (grazie all’ex sindaco Ignazio Marino) in cui si stabiliva che gli eventuali residui sarebbero stati destinati ad altri interventi sui tesori di Roma.

Un milione di euro in tutto, col quale saranno posizionate passerelle che consentiranno di percorrere l’area in sicurezza, e che sarà speso per la musealizzazione di uno spazio attualmente adibito alla conservazione dei reperti, e per predisporre tutti i servizi per consentire una agevole fruizione del luogo.

L’area è il più esteso complesso di epoca repubblicana, ospita quattro templi romani che vanno dal IV al II secolo a.C. e custodisce il basamento di tufo della Curia di Pompeo, presso la quale avvenne l’assassinio di Giulio Cesare il 15 marzo del 44 a.C. (le famose “Idi di marzo”), come narrato da Cicerone.

Il progetto è stato presentato ieri, davanti l’area archeologica, dalla sindaca Virginia Raggi, dal suo vice nonché assessore alla Cultura Luca Bergamo, e dall’ad del Gruppo Bulgari Jean Christophe Babin.

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