Sfila la moda ma Brexit e dazi fanno paura

  • Milano

cittàLa capitale italiana della moda si prepara a uno dei suoi appuntamenti "rituali" più significativi: Milano Moda Donna, al via da domani con una sessantina di sfilate, oltre ottanta presentazioni e più di trenta eventi paralleli in programma.    Dopo alcuni anni in recupero dopo le crisi economiche di inizio millennio, per il 2019 le previsioni della Camera della Moda per il settore non sono  rosee: si conferma il segno positivo, ma l'aumento del giro di affari dovrebbe limitarsi all'1%, per effetto soprattutto della contrazione delle esportazioni in una fase di difficoltà per il commercio internazionale.
Pesano in particolare la questione dei dazi, le sanzioni, la Brexit. Ma la moda vale pur sempre oltre il 10% del Pil italiano e per Milano le “fashion week" sono un importante volano di sviluppo. Lo ha confermato alla vigilia della manifestazione il presidente Carlo Capasa: «Le imprese italiane della moda valgono complessivamente 28 miliardi incidendo sull'economia italiana per il 12% del pil e dando lavoro a 700 mila persone».
 Sfilate e eventi avverranno in tutta la città: al Museo della Scienza e della Tecnica sarà allestito lo spazio destinato ai giovani stilisti, il Fashion Hub market, poi ex fabbriche ormai trasformate in spazi espositivi, ma anche in Borsa, dove sfilerà Versace, e sulla scalinata dell'Arengario, proprio di fianco al Palazzo Reale in piazza Duomo. Ma la moda dilagherà in tutta la città, nello spirito dei grandi eventi come il Fuorisalone.

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