Dissesto idrogeologico? Una buona notizia c'è

  • Massimiliano Pontillo

Ogni anno, in Italia, frane e inondazioni sono fenomeni diffusi, ricorrenti e pericolosi che causano vittime e danni. 

Secondo l’ultimo Rapporto del Cnr, presentato nei giorni scorsi, nel corso del 2018 ci sono stati 38 morti, 2 dispersi, 38 feriti e oltre 4.500 tra sfollati e senzatetto in 134 comuni, distribuiti in 19 regioni. Quelle più duramente ferite sono nel Sud: in particolare, Sicilia e Calabria con il più alto numero di vittime. Sono i dati più gravi registrati negli ultimi cinque anni. Tragedie che si sarebbero potute evitare, puntando su quegli investimenti in prevenzione che tornano il leit-motiv del dibattito pubblico solo – e per brevissimo tempo – a seguito di una catastrofe.  
Quello delle calamità da dissesto idrogeologico è un bilancio pesante per il nostro Belpaese, specialmente perché le persone spesso perdono la vita in circostanze evitabili.  
Servirebbe maggiore prevenzione, rendendo i cittadini consapevoli dei rischi a cui sono soggetti, ponendo più attenzione alle criticità del territorio, e osservando rigorosamente norme e vincoli di edificabilità. Eppure il Governo in carica, appena insediato, ha cancellato la struttura di missione ItaliaSicura (la task force creata da Renzi a Palazzo Chigi) contro il dissesto idrogeologico, anche se adesso il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sta lavorando a un piano da 7,7 miliardi di euro: 1,2 arrivano da risorse non usate dalla  struttura dismessa, mentre 6,5 miliardi sono risorse nuove a un ritmo di 900 milioni l’anno. 

Sarebbe davvero una buona notizia, pur se il passo in avanti rimarrebbe comunque ridotto: lo stesso ministero dell’Ambiente, nel 2013, aveva stimato infatti in almeno 40 miliardi di euro il fabbisogno per rimettere in ragionevole sicurezza l’intero territorio nazionale.

MASSIMILIANO PONTILLO

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