Appendino su Iren: «Le azioni sono incedibili»

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TORINO «Faremo il possibile per non vendere altre azioni: lo abbiamo detto pubblicamente e lo ripeto». La sindaca Chiara Appendino non lascia spazio a dubbi sul futuro della partecipazione nell’azienda Iren, anche se a rischiare è il bilancio di Palazzo Civico che possiede il 13,8% del capitale della società e rappresenta il secondo Comune azionista.
«Torino ha una situazione di bilancio molto difficile, ha 3 miliardi di passivo e 300 milioni che vanno a coprire il debito che abbiamo ereditato in spesa corrente. Stiamo cercando di risanare i conti senza perdere il ruolo di indirizzo e strategico di governance in Iren».

Proprio Torino, per l’azienda che tra il 2013 e il 2017 ha investito in Piemonte 368 milioni di euro con l’assunzione di 400 persone e un contributo occupazione di circa 6 mila posti, risulta la città più teleriscaldata d’Italia con 650 mila abitanti serviti. E che ha vantato un risparmio dal Comune del 60% della bolletta energetica con il progetto Torino Led. «Nel rapporto tra soggetti pubblici deve esserci equilibrio: tutte le comunità coinvolte devono vedere uguali prospettive di sviluppo, di investimenti e lavorative - aggiunge Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte -. Chi volesse fare azioni di supremazia potrebbe avere l’effetto dell’elastico, se tiri troppo ti viene addosso».

CRISTINA PALAZZO
(foto Gruppo Iren)

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