Bankitalia, la Ue avverte "Indipendenza va preservata"

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"E' importante preservare l'indipendenza delle Banche centrali e anche delle istituzioni del settore finanziario". Lo dice il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis rispondendo alle domande dei giornalisti al suo arrivo all'Eurogruppo.

Signorini.  Sarà un direttorio a quattro quello che si riunirà domani in Banca d'Italia per la tradizionale 'collegiale' del martedì. A mancar, il vicedirettore generale, Luigi Federico Signorini, il cui mandato scade oggi, e sulla cui riconferma pesano i dubbi della maggioranza di governo, che chiede discontinuità. La sua assenza non mette comunque in difficoltà il processo decisionale di via Nazionale. 

Statuto. Lo statuto di Palazzo Koch prevede che l'organismo funzioni a maggioranza. Con il governatore Ignazio Visco restano in carica il direttore generale Salvatore Rossi e gli altri due vicedirettori, Fabio Panetta e Valeria Sannucci. In caso di parità nei voti, recita la "Costituzione" di Bankitalia, quello del governatore "prevale".    E' peraltro accaduto anche in passato che il direttorio continuasse a operare sebbene non al completo. Il caso più recente risale a luglio 2012, quando Annamaria Tarantola si dimise per assumere la presidenza della Rai e fu sostituita da Panetta soltanto a ottobre. Anche quando Lamberto Dini lasciò l'incarico di direttore generale per diventare ministro del Tesoro nel primo governo Berlusconi, nell'aprile del 1994, si creò una situazione di tensione, con il governatore Antonio Fazio che proponeva l'"interno" Vincenzo Desario e l'esecutivo che spingeva per l'"esterno" Rainer Masera. Ci vollero sei mesi perché lo stallo si sbloccasse a favore di Desario. 

Procedura.    La procedura per la nomina dei componenti del direttorio, fissata dalla riforma di Bankitalia del 2006, prevede che il candidato venga proposto dal governatore e nominato dal Consiglio superiore, che della Banca d'Italia è una sorta di cda. E' quindi chiaro che il potere di iniziativa sulla selezione è tutto dentro Palazzo Koch. La scelta va però approvata con un decreto del presidente della Repubblica, promosso dal presidente del Consiglio, di concerto con il ministro dell'Economia, sentito il consiglio dei Ministri.    E' dunque altrettanto evidente che, se il premier Giuseppe Conte non si assume la responsabilità politica di promuovere il provvedimento, la nomina non si può fare. E proceduralmente scorretto sarebbe anche effettuare la nomina in caso di bocciatura esplicita dell'esecutivo. 

Governo.   Per il momento il governo non si è espresso. Ufficialmente Visco ha proposto la riconferma di Signorini e il Cdm ne ha preso atto senza dare corso alla parte di procedura di sua competenza. Nessuno ha messo in dubbio che Signorini abbia le caratteristiche di competenza e indipendenza richieste dall'incarico. E Palazzo Chigi non ha elaborato alcun giudizio negativo motivato sulla candidatura. Di qui lo stop. Sullo sfondo si agitano intanto nuove scadenze. A maggio giungeranno a termine anche i mandati di Rossi e Sannucci. E a quel punto, senza sostituzioni, il direttorio non avrebbe più i numeri per funzionare.

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