La cabina di relax tra gli alveari del Trentino

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C’è sempre da imparare dalle api. Glielo ripeteva come un’ossessione il nonno, mentre fissava le arnie. All’epoca aveva venti alveari. Poi con papà si è passati a settanta e oggi a duecentocinquanta.
Un lavoro che è nato da una grande passione: così il 22enne trentino Matteo Andreatti è diventato imprenditore apicoltore. In tasca un diploma da tecnico meccanico meccatronico e poi un brevetto professionale da imprenditore agricolo dopo seicento ore di corso. Matteo è uno dei vincitori dell’ultima edizione dell’Oscar Green, il premio annuale promosso da Coldiretti Giovani Impresa. Oggi lavora in quell’azienda di famiglia che ha iniziato ad allevare le api nel lontano 1850. Apicoltori da quattro generazioni per un miele realizzato con cinque fioriture diverse, in quello spicchio incontaminato di terre delle valli trentine. Siamo a Piazza, piccola frazione nella Val Terragnolo, ai piedi del monte Pasubio. «All’epoca il nonno scambiava il miele con il latte dei vicini, oggi abbiamo una squadra di alcuni collaboratori e vendiamo direttamente nei mercati della zona oppure online», ricorda Matteo, che coltiva seimila metri di superficie di erbe officinali, mentre le api vengono dislocate su tutto il territorio. «Produciamo miele di montagna, quasi quindici chili di media negli anni buoni. L’apicoltore ha un compito fondamentale: posizionare gli alveari in zone pulite e incontaminate. Ecco perché facciamo un’attenta ricerca delle postazioni. Dare alle api un habitat pulito è fondamentale», precisa Matteo.
Il web ha incrementato il confronto con gli utenti: su Apicolturagoccedoro.it è possibile leggere la storia dell’azienda, mentre sui social, Facebook e Instagram in particolare, restare aggiornati su ciò che accade.
Matteo è stato l’artefice di un’idea “wow” che sta facendo il giro del mondo. «Un paio di anni fa abbiamo conosciuto l’apiaromaterapia. Si tratta di una pratica molto diffusa nei Paesi dell’est europeo. Noi l’abbiamo intercettata in Austria. Abbiamo frequentato un corso a Roma e pensato di fare qualcosa di speciale nelle nostri valli». Così è nata la cabina di benessere: si tratta di uno spazio per quattro persone situato in un luogo immerso nel verde, in un bosco sull’altopiano di Pinè, nell’Alta Valsugana. Dalla cabina senti tutto quello che sentono le api, con le stesse vibrazioni. «E tutto senza punture, perché ho costruito una casa innovativa con bio-struttura in legno collegata con più alveari, unica a livello nazionale e che permette di intraprendere un viaggio multisensoriale alla scoperta del mondo delle api». Gli ospiti, sdraiati su un letto di fieno alpino, respirano i profumi del miele, della cera e della propoli presenti negli alveari ricchi di aromi, olii essenziali e resine balsamiche. «Non si può credere a ciò che avviene quando ti sdrai su questi lettini di fieno. All’improvviso non c’è che il silenzio. E poi quelle felici vibrazioni delle api».

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti