È stallo per la SeaWatch migranti ancora a bordo

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ROMA «Processare chi, nell’esercizio delle sue funzioni di ministro dell’Interno, ha agito nel pieno rispetto delle leggi e della Costituzione per garantire il rispetto delle regole e delle normative, significa inequivocabilmente tentare di processare il governo». Questa la nota diffusa dai capigruppo della Lega al Senato e alla Camera, dopo che sono arrivate a Palazzo Madama le carte del Tribunale dei ministri per la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso dei migranti «sequestrati» sulla nave “Diciotti”. È pronto a votare sì (la Giunta per le immunità del Senato si riunirà da mercoledì) il M5S.

Indagati i deputati del Pd

E mentre si annuncia la battaglia parlamentare, prosegue quella in mare intorno alla nave “SeaWatch”, ferma con 47 migranti a bordo al largo di Siracusa. Ieri mattina la Capitaneria di Porto aveva vietato di avvicinarsi, poi è stato dato il via libera alla “staffetta” dei deputati del Pd che chiedono lo sbarco immediato dei migranti. Al ritorno in porto, l’amara sorpresa: «I campi in Libia sono un inferno che non finisce mai, ci hanno detto i migranti sulla SeaWatch  - ha scritto il presidente del Pd, Matteo Orfini - io e Maurizio Martina siamo appena rientrati. Ora stiamo facendo l’elezione di domicilio perchè a quanto pare siamo indagati». Si sono svolte molte mobilitazioni promosse da associazioni, mentre preoccupa - anche la Procura - il deteriorarsi delle condizioni igienico-sanitarie a bordo.

Palazzo Chigi insiste con l'Olanda

Il Pd chiederà l’istituzione di una Commissione parlamentare di  inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo. E mentre l’Olanda ha rifiutato di accogliere i migranti della SeaWatch, Palazzo Chigi ha interessato la Corte europea dei diritti dell’uomo insistendo per un «corridoio umanitario» verso quella nazione.

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