Con Antonio Latella Aminta si fa musica

  • Milano/Teatro

MILANO Una spregiudicata ricerca di innovazione linguistica e una tensione verso un classicismo da reinterpretare. A questo tende  Antonio Latella, Direttore del Settore Teatro della Biennale di Venezia, che, da stasera, in prima milanese, fino a domenica, porta a Triennale Teatro dell’Arte il suo ultimo lavoro, “Aminta” di Torquato Tasso, favola pastorale per eccellenza.

Realizzato a più di due anni dal suo precedente “Pinocchio”, Latella confeziona ora uno spettacolo «sull’essenza dell’amore e della sua ricerca».

Forte della sua compagnia stabilemobile che vede sul palco Michelangelo Dalisi, Emanuele Turetta, Matilde Vigna e Giuliana Bianca Vigogna, il regista campano realizza una vera e propria partitura rock composta sulla traccia integrale di un grande classico della letteratura italiana che racconta dell’amore, all’inizio non ricambiato, del pastore Aminta per la ninfa mortale Silvia.

Latella si avvale di una selezione di musiche di Franco Visioli che vanno dal compositore secentesco Claudio Monteverdi, che segnò il passaggio dalla musica rinascimentale alla musica barocca, fino alla  cantautrice statunitense PJ Harvey. Una tavolozza di suoni e di armonie che sbalza  la bellezza dei versi del Tasso che, proprio con “Aminta”, composta nel 1573 e data alle stampe nel 1580, partecipò ad un’importante trasformazione dello spazio teatrale e dell’immaginario sociale del suo tempo (Info: triennale.org).

ANTONIO GARBISA

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