Brexit, May bocciata Londra finisce nel caos

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Mentre in piazza del Parlamento, a Westminster, centinaia di persone seguivano la diretta del voto sull’intesa raggiunta dalla premier, Theresa May, su Brexit, dentro andava in scena la sonora bocciatura: 432 i voti contrari, solo 202 quelli a favore. Tuttavia la premier ha deciso di non dimettersi: «Il no all’accordo è stato molto chiaro, ma sul tavolo non ci sono alternative», ha commentato May.  Così il leader dei laburisti britannici, Jeremy Corbyn, ha presentato poco dopo una mozione di sfiducia, che sarà discussa domani, contro il governo.

La Ue. "Il rischio di un ritiro disordinato del Regno Unito è aumentato con il voto di questa sera",  dice il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, dopo il voto della Camera dei Comuni dell'accordo sulla Brexit.    Juncker ha chiesto con urgenza "al Regno Unito di chiarire le sue intenzioni il più presto possibile. Il tempo è quasi finito", ha detto Juncker i. Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha deplorato il rigetto dell'accordo Brexit da parte della Camera dei Comuni, avvertendo che non ci sarà un nuovo negoziato sul testo di diritto del Regno Unito.    "La palla ora è nel campo di Londra. In ogni caso, non ci sarà alcun rinegoziato dell'accordo di ritiro", ha detto Kurz in un tweet. "Il nostro obiettivo resta quello di evitare una Hard Brexit e di continuare a collaborare il più possibile con il Regno Unito in futuro", ha spiegato Kurz.

L'ultimo appello. «Il voto della camera dei Comuni sulla Brexit è storico» e «cambierà il futuro delle nostre generazioni per decenni», aveva detto la premier britannica nell’ultimo appello in cui invitava a rispettare la scelta «democratica» del popolo britannico nel referendum del 2016. «La responsabilità di ognuno di noi in questo momento è enorme», ha avvertito, aggiungendo che un secondo referendum sulla Brexit porterebbe a «ulteriori divisioni». May aveva anche escluso elezioni, che non farebbero altro che aumentare l’incertezza.

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