Su quota 100 scoppia la grana Tfr per gli statali

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ROMA Mentre il vicepremier Di Maio annuncia l’attivazione entro marzo del sito internet per verificare se si ha diritto o meno al reddito di cittadinanza, è atteso per giovedì in Consiglio dei ministri il decreto su “quota 100” per le pensioni. Ma c’è ancora un grande nodo da sciogliere, quello del Tfr agli statali. Il governo aveva assicurato che i dipendenti pubblici non sarebbero stati penalizzati, ma per ricevere il trattamento di fine rapporto quelli che sceglieranno di andare in pensione anticipata dovranno aspettare i termini della legge Fornero, ovvero fino a 7 anni. È stato quindi ipotizzato un sistema di finanziamenti bancari, con interessi a carico dello Stato, per abbattere i tempi.

Interessi a carico

Ma l’operazione rischia di costare cara, così la ministra Bongiorno ha precisato che una parte degli interessi potrebbe andare a carico dei dipendenti. Un’ipotesi che ha scatenato l’ira dei sindacati. «Far slittare l’erogazione del Tfr degli statali o, in caso di anticipo bancario, far pagare parte degli interessi ai lavoratori del pubblico impiego mi paiono ambedue sottrazioni di risorse che sono già proprietà dei lavoratori», ha messo in chiaro la leader della Cgil, Susanna Camusso. Anche per questa ragione, Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato una manifestazione nazionale per il 9 febbraio.

«Fondi per disabili ci sono»

Un altro fronte aperto è quello dei fondi per i disabili. «Nella legge di bilancio non ci sono fondi sufficienti per le pensioni di invalidità, per gli insegnanti di sostegno, per il “dopo di noi”, per l’accessibilità - ha sottolineato Pietro Grasso, senatore di Leu - insomma per tutte le diverse esigenze delle persone con disabilità. Il Governo aveva promesso un aumento delle risorse, invece sforbicia sui più deboli e dimentica l’articolo 2 della Costituzione». Ma il vicepremier Salvini ribatte: «I soldi per i disabili ci sono, anzi c’erano già nella manovra».

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