Il pupillo di Marchionne alla guida del Cavallino

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FORMULA 1 La notizia l’ha data ieri la “Gazzetta dello Sport”. La Ferrari l’ha confermata solo a Borsa chiusa: Maurizio Arrivabene non sarà più team principal della Ferrari in Formula 1. Una decisione presa «di comune accordo», secondo una nota di Maranello, in base anche alle «esigenze personali» di Arrivabene. Al suo posto siederà un ferrarista doc, già pupillo di Marchionne: Mattia Binotto, 49 anni, fino all’anno scorso direttore tecnico della scuderia. A lui, dice la Casa, «continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche».

Come si è arrivati a una decisione simile, una decisione che, secondo il magazine tedesco Autosport è stata presa da John Elkann in persona? Certamente un grosso peso l’hanno avuto i risultati: per Arrivabene, ex numero uno del marketing di Philip Morris, si chiude un quadriennio in cui la Ferrari non è mai riuscita a lottare fino all'ultimo per il titolo, come invece era accaduto negli ultimi anni di Domenicali. Infatti la chiosa di Flavio Briatore, già “iridato” con Benetton e Renault, è tagliente: «Quest’anno la Ferrari aveva le carte in regola per vincere il mondiale e non l’ha fatto». Su Binotto ha aggiunto: «Ha fatto un lavoro eccellente da direttore tecnico, quest’anno la Ferrari aveva una macchina ottima, con una gestione diversa dei piloti poteva portare il mondiale a casa».

Binotto, di Losanna, è entrato in Ferrari nel 1995 come ingegnere motorista. Dal 1997 al 2003 ha partecipato ai trionfi di Schumacher. Marchionne, poi, lo individuò come l’uomo del futuro: gestirà Vettel e il baby Leclerc. Auguri.

METRO

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