Le zampogne dell’artigiano ventenne

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C’è un giovane lucano che guarda al futuro con le radici ancorate alla tradizione. E portando la cultura popolare nel mondo. Lui si chiama Vincenzo Di Sanzo e da quando aveva diciotto anni costruisce zampogne artigianali. Oggi di anni ne ha ventitré e le sue creazioni sono esportate nel nord-Italia e all’estero, Francia in testa.

Di fatto Vincenzo è innamorato della musica popolare e della forza delle tradizioni territoriali. E così in poco tempo è diventato uno dei più abili artigiani di zampogne. «La musica popolare ha una identità molto forte, c’è una storia straordinaria alle spalle e spesso erroneamente si confoonde con la musica folcloristica», racconta Vincenzo, nato a Trebisacce, quasi diecimila abitanti nel cosentino, una formazione musicale al Conservatorio di Potenza e oggi di base a Roma all’Accademia di santa Cecilia. 

La musica accompagna la vita di Vincenzo. E oggi le sue zampogne vengono realizzate in legno: ulivo, acero, ciliegio.«C’è poi l’utilizzo di pelle di capra. Si viene a creare una riserva d’aria: è essenziale per ottenere un suono continuo, tipo l’effetto dell’organo». Plasmate a mano una per una, elemento distintivo dell’unicità artigiana. Vincenzo nel suo lavoro utilizza il tornio elettrico, una macchina che consente di importare a rotazione e il pezzo e farlo ruotare mentre si lavora con gli scalpelli. Ma anche se c’è un elemento tecnologico, la lavorazione resta manuale. «Per fare una zampogna ci vuole anche una settimana di lavoro, dipende molto da come il legno si presenta nella fase di lavorazione», precisa Vincenzo. 

Creazioni lucane. Che guardano al mondo intero. «La nostra zampogna non è uno strumento natalizio. Però nella tradizione laziale e campane questo è il periodo in cui risuonano per le strade» E allora evviva le tradizioni e quella musica che sprigiona energia.

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

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