Le strane storie di Bussoletti

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LIBRI “Microcinici. Strane storie di intercettazioni lontane” by Bussoletti (Round Robin edizioni) è una raccolta di racconti brevi, surreali, riflessivi e riflettenti, avanguardisti e pregni di significato il cui filo conduttore è il cinismo che, secondo l'artista, "è il male di questa società moderna".
E Bussoletti (al suo esordio nella narrativa)  è l’esempio lampante, palpabile, concreto di tutto ciò. Un debutto, dopo che l’autore era riuscito a duettare col premio Nobel Dario Fo e dopo aver ricevuto diversi premi sui testi tra cui il Dionida e il Lunezia.

 “Fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale”, direbbe il genio della lampada di Aladino se dovesse descrivere ognuna di queste micro pillole bussolettiane, brevi e compresse ma potentissime.
Una lettura frammentaria, modulare per un pubblico sempre di fretta, disattento, distratto dalla frenesia del quotidiano e, quindi, desideroso di poter leggere nei pochi spazi di tempo libero a disposizione. Bussoletti concretizza sapientemente questo bisogno umano in un’opera capace di poter essere fruita a piccole dosi e quando se ne ha voglia.
Come si può non essere curiosi nel guardare la reazione di un editore davanti a uno scrittore che vomita parole sul pavimento del suo ufficio? E come restare impassibili di fronte a inattese nevicate sulla savana più selvaggia o a robot in grado di riprodurre l'anima di Luigi Tenco?
Questi sono solo alcuni esempi dei racconti che Bussoletti ci regala in questa sua opera prima, ben lungi dal poter essere definita un timido esordio. Il tutto contornato dalla coerente, disarmante e, altrettanto surreale copertina dell’artista Max Ferrigno, conosciuto per la forza espressiva dei suoi lavori.