Confiscato il tesoro di Ernesto Diotallevi

  • Roma

ROMA La guardia di Finanza ha colpito dove fa più male, confiscando un tesoro da 25 milioni di euro a un nome storico della criminalità organizzata romana, legato alla Banda della Magliana.

Ieri le fiamme gialle hanno congelato i beni di Ernesto Diotallevi, l’uomo in grado di fare da cerniera tra gli interessi di gruppi criminali e il mondo degli investimenti. L’operazione è l’epilogo di indagini patrimoniali, eseguite dal Gruppo investigazione criminalità organizzata, che hanno consentito di documentare come Diotallevi, assolto nel 1996 nel cosiddetto processo alla banda della Magliana, «sia riuscito ad accumulare ingenti fortune nonostante l’assoluta carenza di fonti di reddito lecite, talora riconducendo la formale titolarità dei beni prestanome».

La confisca giunge al termine di un iter giudiziario che ha portato la posizione di Diotallevi al vaglio di tutti i gradi di giudizio sino alla Corte di Cassazione la quale, a gennaio 2018, ha annullato il decreto con cui la Corte di Appello, a maggio 2017, aveva disposto, in riforma della decisione del Tribunale risalente a gennaio 2015, la revoca parziale della misura. Nel tesoro confiscato ci sono quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale di 8 società, auto, depositi bancari e polizze vita, opere d’arte e 43 immobili, tra cui un attico davanti alla Fontana di Trevi (nella foto). Confiscato anche un complesso turistico a Olbia.

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