Una motosegatura in anestesia generale

  • CARLO BARBIERI

Ricordate Spelacchio, il povero albero spirato l'anno scorso proprio nel bel mezzo di piazza Venezia? Non si potè nulla, nemmeno le flebo, e il mondo seguì col fiato sospeso l’agonia. Mi sono andato a vedere i titoli dei giornali di allora: "Spelacchio sta morendo", "Spelacchio is sick", fino al tragico "La ville de Rome annonce la mort de Déplumé". Una copertura mediatica incredibile, apprensione generale, bambini che piangevano davanti all'albero: cose del genere a Roma si vedono solo quando muore un Papa. 
È passato un anno, e il Comune ci riprova. Ed eccolo, alto 23 metri e vecchio di "soli" 40 anni, la metà di Spelacchio. Grazie a una tecnica chirurgica avanzata è stato privato dei rami principali. Gira voce che per non farlo soffrire, la motosegatura sia stata fatta in anestesia generale. Numerati e contrassegnati, i rami tagliati verranno ri-incollati al tronco. Ho solo due preoccupazioni. La prima è che la decorazione risulti un po' kitch. L'altra ve la dico toccando ferro: non passate sotto i rami. È sempre roba incollata... non si sa mai.

CARLO BARBIERI

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