A lezione di umanità da “Un mucchietto di peli”

  • Gatti Antonio Mazza

LIBRI Se prendessimo esempio dai gatti avremmo tutti qualche chance in più di essere felici. Qualcuno l’ha già detto, sicuro, ma in questi tempi di disumanità e “incarognimento” vale la pena ribadirlo e sottolinearlo. Come fa Antonio Mazza, giornalista e scrittore di razza, nel suo “piccolo” libro “Un mucchietto di peli” (Francesco Ciolfi editore). 

Da acuto osservatore della realtà, l’autore si sofferma sulle gesta quotidiane di quei mici spesso invadenti, “che pretendono carezze” o che soffiano senza convinzione allo sconosciuto di turno, abituati a essere liberi, sempre e comunque. L’allegro via vai dei gatti nei cortili, nelle strade e nei vicoli dei quartieri romani – nell’ormai “remota stagione dei gatti inquieti” – scandisce il tempo che, come scoprirà strada facendo Antonio, ha tutto un altro sapore in compagnia di un pelosetto. Già perché una volta assaporata la tenerezza felina, non puoi più farne a meno e finisci per capire quanto poco di umano abbiano i bipedi (nessuno escluso) al cospetto di queste incredibili, magiche bestiole.

L’autore non ha mai avuto animali prima d’incontrarne una, la gatta De Felinis, come lui la chiama, e che gli sforna pure quattro esserini di cui prendersi cura. Così lui che non ha voluto figli per non avere grandi responsabilità per tutta la vita si ritrova a doversi occupare di quegli ospiti inattesi che invadono tutti gli spazi di casa, senza temere barriere. Imparerà presto, Antonio, il peso del distacco e il rimpianto dell’abbandono…ma insieme a quegli esserini, capaci di farti innamorare, anche la sofferenza avrà un altro sapore.

“Un mucchietto di peli” è un semplice ed elegante trattato di psicologia felina che val la pena leggere. Se ne esce migliori.