L'amore dopo un ictus spiegato da Cesare e Daniela

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Un pesce d’aprile crudele che ti toglie dalle braccia tua figlia di quattro giorni mentre la stai allattando, ti fa schizzare nel cervello un embolo che ti lascia incosciente per mesi. Un ictus post parto che ti paralizza in un corpo altro da te... Capita, per fortuna, che hai un compagno di quelli che “in salute e in malattia” non sono solo parole. Protagonisti di questa storia tragica ma a lieto fine, Daniela Spada, grafica e ora blogger di cucina - il suo sito www.cucinaamoremio.it - e Cesare Bocci (sì lui, Mimì, lo sciupafemmine di Montalbano) compagno di Daniela da oltre 20 anni. Una storia che dopo essere diventata un libro (“Pesce d’aprile”, Sperling & Kupfer, p. 224, euro 17) adesso è una pièce teatrale con Cesare Bocci nei panni di se stesso e Daniela Spada interpretata da Tiziana Foschi.

Mettersi a nudo, nel libro e ora a teatro, è terapeutico?
DANIELA: «Può essere spiacevole rivedersi: nello spettacolo sono anche un po’ piagnona ma lo scopo era mettere la nostra storia a disposizione di molte persone».
CESARE: «Volevamo far passare il messaggio che anche dopo un’esperienza così tremenda la vita riserva tante belle cose».
Daniela non era più la Daniela di prima.
CESARE: «Per me era la stessa donna che mi aveva fatto innamorare. Se prima andava in motorino, adesso lei non può più. Se prima faceva surf non lo può più fare. E’ cambiato il suo modo di camminare ma è sempre lei».
L’ostacolo più grande?   
CESARE: «Daniela all’inizio non riconosceva la bambina, è stata distante da lei per quasi due anni. Quando si è resa conto di essere madre ma che non poteva abbracciarla, è stata durissima per lei».
Restare innamorati, non perdersi. Come si fa?
DANIELA: «Con la condivisione, accettando pregi e difetti. L’amore non è: io ti cambierò».

ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

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