Caso Di Maio, Camusso "Il ministro mandi ispettori"

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"Credo che il ministro del Lavoro abbia il dovere istituzionale di mandare gli ispettori a verificare questa situazione, perché solo su questa base potranno essere dati giudizi". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine del congresso della Funzione pubblica della Cgil a Perugia, in merito alla vicenda del padre del vicepremier Luigi Di Maio, denunciato dalla trasmissione Le Iene per aver fatto lavorare in nero un operaio nella sua azienda edile. 

Di Maio. Intanto il vicepremier è tornato a difendersi. "Pubblico nuovamente, viste le menzogne che circolano, le mie dichiarazioni patrimoniali e di reddito da quando sono parlamentare e da quando sono ministro. Per visionarle sarebbe sufficiente accedere al sito della Camera, ma per comodità le carico su un file a parte. Potrete vedere come la mia quota di partecipazione senza funzioni di amministratore o sindaco nella società Ardima sia sempre stata regolarmente dichiarata a partire dal 2014. A dimostrazione ulteriore che i fatti denunciati non riguardano il periodo in cui sono socio dell'azienda", scrive su Facebook Luigi Di Maio dopo la vicenda che ha coinvolto il padre. Tra i documenti pubblicati da Luigi Di Maio anche la lettera di assunzione nell'azienda di famiglia, con la qualifica di operaio e la mansione di manovale edile.    Nel contratto di lavoro si legge che Di Maio è assunto, a tempo determinato, dal 27 febbraio 2008 al 27 maggio dello stesso anno. Come si legge nelle buste paga allegate, il totale della retribuzione è di 1.348,81 euro, al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali. L'orario di lavoro previsto, si legge ancora nel contratto, è di 40 ore settimanali. 

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