Usavano ipnosi e droghe per truffare le anziane

  • Milano

giustizia  Una multinazionale della truffa, in grado di far arrivare le  “specialiste” dal Perù, truffatrici - erano soprattutto donne - addestrate a raggirare e talvolta ipnotizzare le vittime. È quella sgominata ieri dai carabinieri di Rho, che hanno arrestato 28 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a truffe, rapine e furti. Alcune delle arrestate, attraverso un gesto con le mani e il contatto fisico con la vittima, riuscivano a fare in modo che questa non ricordasse più nulla e consegnasse loro tutti i risparmi e i gioielli che aveva in casa. A volte  veniva anche usata la droga dello stupro per rendere inermi le persone raggirate. «Erano organizzati in due batterie - ha spiegato il procuratore aggiunto Pedio -, di cui una più dedita ai furti e l’altra alle rapine - con ramificazioni in tutto il nord Italia». A capo dell’organizzazione sette peruviani.

Ai meno esperti si lasciavano le mansioni più semplici, come rubare nei negozi o nei centri commerciali, mentre ai più abili si faceva adottare la tecnica conosciuta in Sudamerica come “tocomocho”. Individuando le vittime soprattutto in anziane signore sudamericane (molte di loro impiegate come colf o badanti) le avvicinavano in luoghi a loro familiari come i mercati rionali, quindi i criminali entravano in azione, stabilendo un rapporto con le vittime: un uomo le attirava con la scusa di un biglietto della lotteria non riscosso, che poteva essere ceduto in cambio di denaro, la donna poi si faceva portare in casa e si faceva consegnare soldi e gioielli. Almeno un centinaio (49 rapine e 40 furti) gli episodi che gli investigatori hanno ricostruito, seguendoli tramite le intercettazioni. I malviventi potevano contare su una sviluppata rete di appoggio: soprattutto connazionali che abitano tra via Padova e viale Monza. 
Tra i fermati, anche due italiani accusati di ricettazione perché rivendevano la refurtiva nei loro “compro oro” di viale Monza. 

 

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