Grande attesa per il Beckett di Kurtág

  • Samuel Beckett: Fin de partie-Scènes et monologues

MILANO «Conosco György Kurtág da più di trent’anni – confessa Alexander Pereira, sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala – e ho sempre pensato che si tratti di uno dei massimi artisti viventi. Per questo da ormai 10 anni ho inseguito il sogno di portare in scena una sua opera». Sogno che si avvererà, da stasera al 25, col debutto, in prima mondiale, al Piermarini di Samuel Beckett: Fin de partie-Scènes et monologues, la prima opera del grande compositore ungherese e primo lavoro per il teatro musicale tratto da un testo del grande scrittore irlandese. «Penso a Beckett da 60 anni. È il mio addio alla vita», spiega Kurtág, tra i maggiori compositori viventi, che, a 92 anni, applicherà qui il suo stile scarno, concentrato, intensamente espressivo al classico di Beckett del 1957.

Un evento  di portata già storica che radunerà stasera in platea Riccardo Chailly, Maurizio Pollini, il nipote di Beckett e oltre 100 giornalisti da tutto il mondo. L’opera, trasmessa in diretta, alle 20, da Rai Radio3 e ripresa dalla Rai, sarà diretta sul podio da Markus Stenz e vanterà la regia di Pierre Audi. Quest’opera metterà in musica circa il 56% della celebre pièce, raccontando la vita di Hamm e Clov che trascorrono giornate sempre uguali in una casa che condividono con i genitori di Hamm, privi delle gambe e sistemati in due bidoni della spazzatura (Info: teatroallascala.org).

 

 

ANTONIO GARBISA