"Manovra invariata" Il Governo snobba la Ue

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ROMA «La nostra è una manovra che garantisce più posti di lavoro, più diritto alla pensione e meno tasse non per tutti ma per tanti italiani. Se all’Europa va bene siamo contenti se all’Europa non va bene tiriamo dritti lo stesso». Così il vicepremier Matteo Salvini sulla scelta del governo M5S-Lega di confermare le stime di crescita e l’obiettivo di deficit/Pil per il 2019, lasciando invariati i saldi, nonostante l’invito della Commissione Ue a procedere ad una profonda correzione. «Qualcosa da modificare c’è, ma non in base alle richieste di Bruxelles - ha aggiunto Salvini - si cambia in base a quello che succede in Italia, ad esempio a causa del maltempo. Stiamo facendo la conta dei danni e rischiano di essere 5 miliardi di euro. Quindi abbiamo deciso di mettere più soldi alla voce investimenti sul territorio per fare fronte ai dissesti idrogeologici». La scelta della risposta dura al richiamo Ue è stata ribadita in un vertice ristretto e poi ratificata nel successivo Consiglio dei ministri che ha messo nero su bianco la lettera di risposta a Bruxelles.

Doppia strigliata

Un richiamo all’Italia è venuto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel che, parlando all’Europarlamento, ha detto: «Chi pensa di risolvere da solo i problemi facendo nuovo debito, ignora gli impegni presi e mette in discussione le basi per la forza e la stabilità dell’Europa». Duro anche il rapporto degli ispettori del Fondo monetario internazionale, secondo i quali l’impatto degli stimoli economici contenuti nella manovra messa a punto dal governo M5S-Lega «è incerto nei prossimi due anni e probabilmente negativo nel medio termine». I tecnici Fmi stimano che la crescita dell’Italia si manterrà «attorno all’1% tra il 2018 e il 2020, per poi declinare». Nel mirino anche la riforma della Fornero, con la “quota 100” per le pensioni, che «imporrebbe pesi ancora maggiori sulle generazioni più giovani».

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