Furgone invece del treno Crisi Trenord «colpa di Fs»

  • MILANO/TRENORD

L’ultima è successa ieri mattina: a Cremona 13 passeggeri del treno regionale 5230 per Codogno, soppresso, si sono dovuti stipare in un furgone da 10 posti. Altri 3 sono rimasti a terra. Doveva esserci un autobus ma era guasto. È un effetto collaterale dei tagli annunciati da Trenord sulle corse meno utilizzate, sostituite da bus, di cui molto si è parlato dentro e fuori il consiglio regionale in occasione della seduta straordinaria sul Tpl ferroviario.   Sulla diagnosi tutti d’accordo: Trenord è un disastro, «un miracolo che la rete regga» dice il governatore Fontana e per questo il piano riduzione del servizio su alcune linee è un male necessario.  Ma sulle cause e sulle soluzioni le posizioni divergono. Per la maggioranza di centro destra è tutta colpa dei governi Pd e di Trenitalia (socio al 50% con la Regione di Fnm ) che non ha fatto la sua parte: la Lombardia, hanno detto Fontana  e l’assessora Terzi, ha investito 3 miliardi, Fs solo 170 milioni, i treni dati da Trenitalia a Trenord hanno un’età media di 32 anni, quelli acquistati dalla Regione non superano i 9 anni. E per affrontare l’emergenza Trenitalia ha dato solo 14 treni usati. Da qui la risoluzione approvata dal centrodestra che chiede al socio di metterci più soldi, lasciando aperta la possibilità di un rinnovo di contratto di servizio a Trenord fino al 2026.  
Un’ipotesi contestata dall’opposizione, in particolare dal Pd che invece aveva chiesto di mettere a gara il servizio alla scadenza del 2020 e ieri mattina ha organizzato un presidio con i sindaci davanti alla Regione, preoccupati dai tagli delle corse.
Oggi la partita si sposta a Roma dove Fontana incontrerà il ministro dei Trasporti Toninelli, Trenitalia, Rfi e Trenord. Sul tavolo anche la questione societaria di Trenord, in stallo da mesi.    PAOLA RIZZI

 

 

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