Condono, Governo battuto L'ira M5S sui dissidenti: "Traditori"

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Il Governo è stato battuto, in Commissione al Senato, sul condono edilizio a Ischia.  Durante la discussione nelle commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato sugli emendamenti al decreto Urgenze riguardante Genova, la sicurezza delle infrastrutture, il terremoto di Ischia e del Centro Italia, la maggioranza, come hanno riferito fonti parlamentari, è andata sotto ed è stata quindi battuta.  L'emendamento presentato da Urania Giulia Rosina Papatheu (FI) è passato con 23 voti contro 22 no. La senatrice M5S Nugnes si è astenuta mentre il M5S De Falco ha votato con le opposizioni.

Niente condono del 1985. E' passato infatti l'emendamento che "mira a evitare che si applichino le norme del condono del 1985 perché le sanatorie del 1994 e del 2003 pongono dei limiti molto più restrittivi rispetto a quello del 1985".

L'ira di Di Maio.  "E' gravissimo che di due senatori M5s uno abbia votato con l'opposizione e l'altra si sia astenuta. Non è un caso isolato. Sono purtroppo diverse settimane che arrivano segnali di dissenso" da coloro che hanno "firmato un impegno" verso gli elettori,  ha detto il ministro dello Sviluppo economico e capo politico di M5s, Luigi Di Maio.    Ed ha aggiunto: i due senatori sono già sotto procedimento dei probiviri. Questo, ha ricordato, è il periodo dei tagli degli stipendi "e mi auguro che tutti" si taglino gli stipendi a favore "delle undici regioni alluvionate".

M5S: "Traditori".  "Correggere le storture in Aula", dicono dal M5S e dalla Lega ma la battuta d'arresto rischia di avere conseguenze nei gruppi parlamentari.   La reazione dei vertici M5s non si farà aspettare: De Falco e Nugnes (quest'ultima astenuta) verranno - riferiscono fonti parlamentari - espulsi dal gruppo mentre la Lega non nasconde la sua irritazione sia per l'atteggiamento dei pentastellati, sia per la mossa di FI. Perché l'emendamento che ha provocato lo stop sul condono a Ischia è appunto stato presentato da una senatrice azzurra. "Ora FI si è scoperta ambientalista...", ironizza un big del partito di via Bellerio.   Fonti parlamentari riferiscono che il Commissario Bucci e il governatore Toti non avrebbero gradito l'operazione portata avanti dai forzisti. Ma il partito di Berlusconi tira dritto, convinto che la maggioranza giallo-verde possa sgretolarsi presto. "Ha dimostrato - questa la tesi - di non avere i numeri, e' plasticamente emersa la diversità di opinioni interna che si riverbererà anche sui provvedimenti futuri e che sembra difficilmente sanabile". Anche il Pd, da Renzi a Marcucci, da Martina a Rosato, esulta per il ko della maggioranza. Con Renzi che ha voluto ringraziare i dissidenti del Movimento 5 stelle.