La Roma si gode Schick ma ha un passato pieno di flop

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CALCIO Schick esce dal tunnel dei flop. Dopo un girone dantesco durato un anno e qualche mese, l’attaccante è tornato a vedere la luce. Non succedeva dallo scorso 28 aprile contro il Chievo. Può essere l’inizio di un nuovo capitolo; si era detto almeno altre tre volte, in corrispondenza dei suoi gol, ma la speranza è l’ultima a morire e la redenzione calcistica è sempre ben accetta. Da talento a bidone il passo è breve e c’è più di un giocatore che ha oltrepassato la Linea Maginot. Nel bailamme continuo di operazioni in attacco, dove il gol è la Corte di Cassazione, sono tanti i bocciati. Il primo della lista targata USA, è Bojan Krkic. Lo spagnolo è atterrato a Roma da Barcellona per 12 milioni. Fallisce la stagione con 7 gol in 33 presenze. La stagione successiva, la palla avvelenata passa a Mattia Destro. Strappato alla concorrenza, arriva in prestito per 11,5 milioni dal Genoa, con riscatto fissato a 4,5. Nonostante 29 gol in 68 partite, viene spedito prima in prestito al Milan e poi ceduto al Bologna per 6,5 milioni più 7 di bonus. Con Doumbia continua la parata di flop. Nel 2015 arriva alla Roma per 14,4 milioni più 1,5 di bonus dal CSKA Mosca. Tra febbraio e giugno colleziona 14 presenze e 2 gol. Se ne va, dopo un girotondo di quasi due anni, tra le esultanze dei tifosi. L’ultimo è Juan Manuel Iturbe. Sabatini se ne invaghisce a Verona, ma l’argentino delude: 5 gol e 5 assist in 16 mesi. Vittima di depressione atavica, dopo una serie di prestiti, vola in Messico. Il gol contro la Lazio, che regalò l’accesso in Champions alla Roma nel 2015, si è dimostrato uno specchietto per allodole e non una luce fuori dal tunnel per l’argentino. Quella, forse, l’ha trovata Schick.

D.M.

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