«Nell’Infinito 12 momenti che non vanno spezzati»

  • Musica/Roberto Vecchioni

MILANO Un duetto doc, che Roberto Vecchioni ha tenuto segreto fino all'ultimo. Perché in “Ti insegnerò a volare” si sente anche la voce di Francesco Guccini: «Sono andato a stanare l'orso nella tana, volevo che cantasse con me. Gli ho fatto sentire il disco e poi lui mi ha abbracciato. Ci conosciamo da tanti anni, assieme a Fossati è il più colto dei cantautori. Ci unisce l'idea di voler dire sempre qualcosa nelle canzoni», spiega il Professore. Il brano è ispirato alla storia di Alex Zanardi e alla sua passione per la vita: «Una sconfessione della mia Samarcanda: perché in realtà si può battere il destino». 

È uno dei pezzi forti di “L'infinito”, album che esce venerdì solo in cd e vinile, no streaming e download: «Lo spirito è anni ’70: non 12 brani ma un’unica canzone divisa in 12 momenti, che non vanno spezzati e mercificati». 

È un lavoro ottimista e positivo, un inno all'amore per la vita: «Perché la vita è bellissima, anche negli alti e bassi. E non bisogna piangersi addosso. L'ho voluto comunicare col mio disco più maturo, unitario e melodico», continua. 

Nei testi un po' di autobiografia, ma anche riferimenti a Giulio Regeni, alla guerrigliera curda Ayse, a Papa Francesco e al  Leopardi del periodo napoletano. 

Vecchioni presenterà l'album venerdì alle 18.30 alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano e domenica alle 17 alla Feltrinelli di via Appia Nuova a Roma. 

Intanto pensa già al tour di marzo 2019: «“L'infinito” chiude un ciclo, ma io non mi ritiro. Perché mi sento molto giovane». 

DIEGO PERUGINI