Butler: «Per Hunter Killer sono stato nella Navy»

  • Cinema/Caccia negli abissi

ROMA A lui, si sa, piace combattere. E non solo con le armi. Del resto Gerard Butler, mascella volitiva, occhio felino e fisico da urlo, è perfetto quando si agita in action al limite dell'apocalittico. Rieccolo in “Hunter Killer. Caccia negli abissi” (by Donovan Marsh da venerdì in sala) nelle profondità del mar Glaciale Artico, come capitano di un sottomarino americano  cui succede di tutto, persino di dover sventare un tentato colpo di stato. 

Di cosa parla il film? 
«Non solo di ciò che le persone amano negli action, brividi, eccitazione, forza, adrenalina, ma anche di intuizione, intelletto, sentimento, responsabilità.  Per questo è un'esperienza più profonda di un semplice brivido lungo la schiena».

Come si è preparato? 
Mi sono addestrato  con la Navy e per tre giorni ho viaggiato in un sottomarino per rendere il film il più autentico possibile e far immergere il pubblico nella vita e nella cultura di questi marinai».

Lei sta già lavorando a ben due sequel...  
«Uno è “Nella tana dei lupi 2“, scritto dal mio amico Christian Gudegast che sta lavorando a un'idea molto divertente. L’altro è  “Attacco al potere 3” diretto da Ric Waugh, un film molto diverso dagli altri due, con il protagonista più vulnerabile ed emotivo: dovrò affrontare una situazione orribile, falsamente accusato di voler uccidere il Presidente e quindi in fuga».

SILVIA DI PAOLA