In politica come a golf c'è rischio di flappare

  • Maurizio Guandalini

Flappare. Colpire il terreno prima della pallina. Succede alle prime armi nel golf. La flappa, in politica, è chi si arrampica sugli specchi. Chi è mendace. Chi la dà da intendere. E viene sgamato. Si fa male con le proprie mani. Le proteste degli elettori 5 Stelle pugliesi contro la Tap (il gasdotto Trans-Adriatico) sono conseguenti. Quelle comunità avevano dato il voto ai grillini dietro la promessa che quei tubi non avrebbero mai attraccato alle coste leccesi. Lo stesso sta avvenendo per la Tav, l’alta velocità Torino-Lione. Prima, l’opposizione alla gronda del ponte Morandi di Genova. La filosofia ispiratrice è individuare il nemico. Grandi opere, Olimpiadi, stadio di Roma, treni veloci. Coacervo del male. Per ritornare al bel mondo antico. Contro la modernità globale e menzognera.
In politica l’assioma è rimanere sé stessi. In campagna elettorale e seduti al Governo. Gravemente, chi va fuori strada, va a sbattere in zona ipocrisia. Il profeta Maometto riconosce l’ipocrita perché quando parla mente; quando promette manca alla promessa data; e quando ci si fida di lui tradisce. Il primo giorno di scuola alla Camera dei Deputati il Presidente Fico è andato in autobus. 24 ore dopo si muoveva con tre macchine e la scorta. O è possibile spostarsi sempre con i mezzi oppure è scena. La dai a bere che ci siano alternative più alla portata di mano. Livello gente comune. L’equivoco, non svelato, dei 5 Stelle è  vivere in un grande bluff. La politica del magna magna, secondo loro, ha fatto credere agli italiani di avere bisogno di ponti, viadotti, ferrovie, ma in verità quello è uno strumento per rifocillarsi dietro le spalle della povera gente, la speculazione di e per pochi, a svantaggio del bene comune. I dissesti e le frane per i nubifragi di queste ore dimostrano il contrario.
La sfida sovranista, e autarchica, del futuro, è fare. Perché c’è bisogno come l’aria. Veloci.  Senza gabole. Si esce meglio e diritti dalla povertà con questa ricettina che di sghembo con il reddito di cittadinanza.

MAURIZIO GUANDALINI

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