Il decreto fiscale minaccia il governo

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Roma  Crisi politica finora inedita fra Lega e 5 Stelle sul decreto fiscale. Secondo fonti dei due partiti il premier Conte sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni se non si farà in modo di trovare un accordo. E dalla Lega trapela che nessun ministro leghista parteciperà al cdm di domai se Salvini confermerà la sua assenza. Ma senza voler far cadere il governo specificano, definendolo stabile per cinque anni. Stessa linea nei 5 stelle: nessun rischio di crisi di governo, ma il problema è politico - ammette lo stesso Di Maio (che non ha sportol’annunciata denuncia) - e quindi va affrontata a un tavolo politico. E il decreto fiscale così com’è i 5 Stelle non lo votano.  
I 5 stelle dunque tengono la linea dura e annunciano di non essere disponibili a votare alcun condono penale sul riciclaggio né tantomeno a dare il via libera ad uno scudo fiscale sui capitali esteri. L’aut aut è che il testo del decreto torni a una versione senza questi elementi. Ma anche la Lega tiene la linea dura con in testa il leader Matteo Salvini che mette in evidenza che il provvedimento è stato approvato all’unanimità. A fronte delle accuse di Di maio a un «manina» che avrebbe «manipolato» il testo del decreto, da parte leghista si insiste sul fatto che il testo uscito dal Consiglio dei ministri, comunque ancora allo stato embrionale, rispecchiasse tutti i punti dell’accordo, condiviso da entrambi i partiti. «Il decreto resta com’è», sentenzia Salvini. 
Conte, ancora una volta nel suo ruolo di mediatore, cercherà di trovare una soluzione rivedendo il testo ed evitando che il conflitto tra le parti si inasprisca ulteriormente. Si metterà al lavoro per esaminare il decreto articolo per articolo, ha annunciato. 
Ma è scontro anche sugli aumenti dell’RcAuto.

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