Bullismo e cyberbullismo, un nuovo libro per capire

  • Cyberbullismo

Il bullismo non è uno scherzo, un litigio sporadico, un’incomprensione. Uno studente è oggetto di azioni di bullismo ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto ripetutamente nel corso del tempo alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni. 
A fare il punto è un nuovo libro scritto da Simone Cosimi (collaboratore di Metro e già coautore di “Nasci, cresci, posta”, sul rapporto tra minori e social), Alberto Rossetti, Eraldo Affinati, Francesca Maisano,  Andrea Pinna. Si tratta di “Cyberbullismo”, edito da Città Nuova (pp. 96,  euro 12).
Insomma, il cyberbullismo è qualcosa di più dell’evoluzione del bullismo. Addirittura sembrerebbe averne in certe situazioni invertito la vettorialità. Ovvero, in alcuni casi  vengono compiuti atti di bullismo solo ed esclusivamente affinché siano “cyber”. Quando cioè gli strumenti digitali “chiamano” in qualche modo certi contenuti. 
I bulli, spiegano gli esperti, «si trasformano in cyberbulli quando, crescendo, cominciano ad avere accesso a WhatsApp, Instagram, Snapchat e a tante altre piattaforme che permettono uno scambio relazionale». Le nuove tecnologie, da questo punto di vista, «sembrerebbero avere aumentato la vita del bullismo che non termina più con l’adolescenza ma che, proprio in questa fase così delicata della vita dei ragazzi, trova nuovi modi per esprimersi».

GIORGIA BONDANINI

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