Manovra in dirittura Il governo va avanti

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Roma Scatta stasera entro la mezzanotte la scadenza per l’invio del documento programmatico di bilancio all’Ue, e ieri sera si sono tenuti summit e consigli dei ministri per definire i dettagli della manovra economica  che a sua volta dovrà a breve essere messa nero su bianco. Ancora ieri Bce, Ue e Fmi all’unisono hanno detto che c’è ancora modo per trovare un punto di equilibrio, ma il governo ha ribadito che il punto di equilibrio c’è già per cui intende tirar dritto sulle misure annunciate. Però i nodi su come modulare pace fiscale, reddito di cittadinanza, flat tax e riforma delle pensioni contrappongono M5S e Lega, impegnati a cercare di far partire quanto prima e trovare le connesse coperture per i rispettivi cavalli di battaglia. Il premier Giuseppe Conte si mostra ottimista sulla possibilità di arrivare a una sintesi: «Dobbiamo trovarla assolutamente, se no non potremmo definire e poi deliberare tutti questi provvedimenti importanti, sia per quanto riguarda il decreto fiscale che il disegno di legge sul bilancio». E sul reddito di cittadinanza spiega: «Mi rendo conto che può essere percepito con qualche preoccupazione - ammette il premier -, come un sussidio assistenziale a chi sta a casa, ma a chi sta a casa e vuole un lavoro. Anche questo strumento, che può apparire a non alta redditività, vogliamo realizzarlo in una prospettiva di sviluppo sociale, affinché si crei un meccanismo di qualificazione delle persone che hanno perso il lavoro, per quelle che non lo hanno». Tra le ipotesi c’è come modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica. Sembra che si tratti di far sì che se un disoccupato rifiutasse un’offerta di lavoro «fuori dalla sua Regione o dalla sua città» non perderebbe il diritto al reddito. Quanto alla riforma fiscale, «non la possiamo attuare tutta in un tratto, interveniamo con la manovra già in maniera significativa, ma sulla pressione dobbiamo lavorare perchè il livello non è ancora soddisfacente».
Il vicepremier Di Maio insiste sul reddito e sulle sue condizioni: «Con un software metteremo insieme le banche dati per sapere se sei davvero una persona disoccupata, gli immobili di proprietà e così via. Se entri nel programma del reddito di cittadinanza ti devi formare. E se rifiuti il lavoro per cui sarai formato non rientrerai più nel programma». «Inevitabilmente - aggiunge - dobbiamo farlo solo per gli italiani, ma non per razzismo», per carenza di fondi. «Finchè non abbiamo la regolazione dei flussi, la misura si rivolge solo agli italiani».
Sul tavolo anche i temi e le risorse per la riforma delle pensioni e per la flat tax. 

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