Zoff frusta l'Italia «Ci vuole concretezza»

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CALCIO «Bel gioco. Ma il bel gioco non deve rimanere un fatto estetico. Deve concretizzarsi nel gol». È molto semplice, chiara e diretta la “diagnosi” dell’Italia azzurra che, a Metro, fa il grandissimo Dino Zoff. Ora si volta pagina. Per gli uomini di Roberto Mancini il prossimo ostacolo sarà, domenica a Chorzow, la Polonia, la stessa che ieri sera ha perso in casa 2-3 col Portogallo e sarà quindi bella cattivella. In palio, c’è la permanenza nella “serie A” della Nations League, e una possibile “fettina” della possibile partecipazione ai prossimi europei. E anche l’onore e l’ottimismo, per un’Italia che ancora non sa vincere.

Contro l’Ucraina è forse stata l’Italia più bella, non è così, Zoff?
«Effettivamente, il primo tempo è stato molto bello, giocato bene, in modo veloce, brillante, con tante occasioni per segnare».

Quali sono gli aspetti che le sono piaciuti di più? O ce ne sono di insoluti?
«Aspetti insoluti? Be’, bisogna metterla dentro, la palla. Tutto bene se c’è bel gioco, ma io parto sempre dal presupposto che il gioco è bello soprattutto quando si concretizza. L’importante è che non resti solo esteticamente bello. Comunque in Europa possiamo fare bene».

Il debutto di Barella?
«Ha fatto bene».

Donnarumma ha avuto un’incertezza sul gol? In generale secondo lei è maturo per il posto da titolare in Nazionale?
«Non mi pare che abbia avuto incertezze o colpe, sul gol, era anche coperto. E in generale di qualità ne ha, eccome. Indubbiamente».

La Polonia deve impensierirci?
«Siamo bravi anche noi, non solo loro. Non dovremmo preoccuparci troppo. In generale, in Europa, possiamo giocarcela alla pari con quasi tutte, tranne due o tre, come la Francia, il Belgio o forse la Spagna. Anche la Germania ha i suoi problemi».

Per dare concretezza all’attacco cosa potrebbe fare, Mancini? Fino ad ora ha fatto parecchi esperimenti.
«Gli esperimenti vanno bene, ma andrebbe individuata una rosa. Dopodiché, andare avanti con quella. È il campionato che deve fare la “selezione”».

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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