Maxi sequestro per il clan Spada

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ROMA Ci sono autosaloni, bar, ristoranti, appartamenti, una villa stile liberty che da sola vale 800mila euro (era la casa del boss Romoletto), sale giochi e distributori di benzina, oltre a 15 auto e una moto, nel patrimonio riconducibile al clan Spada di Ostia, finito sotto sequestro ieri.

Un impero da 18,7 milioni di euro, in cui figura anche la palestra Femus Boxe, dove Roberto Spada sferrò la testata al giornalista Rai Daniele Piervincenzi, e che accese  l’interesse nazionale sulla criminalità di Ostia. Roberto è uno dei cinque destinatari dei decreti di sequestro, assieme al boss Carmine detto Romoletto, Ottavio, Armando e Claudio Galatioto, l’uomo che gestiva le attività del clan, intestate a 47 prestanome.

È l’esito dell’operazione “Apogeo”, condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza e coordinata dalla Dda di Roma. Dalle indagini è emerso come i vertici del clan, oltre a condurre un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle loro capacità reddituali, hanno “inquinato” l’economia legale di Ostia. «Quello dei sequestri è un obiettivo primario per il contrasto alle strutture criminali. Sottrarre le loro ricchezze significa privarle del loro potere, che si basa in parte sulla capacità di attrazione verso i marginali e i giovani senza lavoro», ha spiegato il Procuratore capo della Dda di Roma Michele Prestipino.

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