«Il canto siciliano non ha età»

  • Roma/Musica

ROMA «L’Orchestra Popolare Italiana è nata nel 2007 tra le attività della Fondazione Musica per Roma per promuovere l’enorme patrimonio della musica popolare nazionale. È una struttura che risiede stabilmente  in Auditorium e produce periodicamente una serie di spettacoli originali, che hanno la caratteristica di essere sempre prime esecuzioni». Parole di Anbrogio Sparagna, fondatore dell'Orchestra Popolare Italiana,  in concerto sabato alle 21 al Parco della Musica per l'XI edizione di “Ottobrata Romana”. Il musicista presenta il progetto “Beddapoesia”.

Come lo descriverebbe? 
«Come un progetto originale dedicato alla grande tradizione del canto popolare siciliano attraverso la rielaborazione di alcune fra le più importanti raccolte ottocentesche  elaborate ed affidate alla voce di Mario Incudine, uno dei più importanti giovani interpreti del canto siciliano e solista dell’Orchestra sin dai primi anni della sua fondazione».

Che importanza ha la canzone popolare siciliana nella nostra cultura? Qual è la sua attualità? 
«Il canto popolare siciliano affonda le sue radici nella Scuola poetica siciliana, una corrente culturale diffusa tra il XII e il XIII che utilizzava il volgare aulico siciliano e che introdusse nella poesia italiana la caratteristica forma del sonetto. La sua forza è rappresentata dalla sua capacità espressiva,  semplice ma essenziale».

Che ruolo ha  la musica popolare in Italia? 
Oggi più che mai è la base per costruire linguaggi poetici della contemporaneità. Per la sua valorizzazione si fa ancora  poco ma il successo del nostro progetto che da anni riempie l’Auditorium è un buon augurio per il futuro».

STEFANO MILIONI

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