Massimo Carminati, ripristinato il "41 bis"

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ROMA Il provvedimento era nell’aria, dopo la sentenza della Corte d’appello di Roma che aveva riconosciuto l’associazione a delinquere di stampo mafioso per 18 dei 43 imputati al processo per Mafia Capitale: Massimo Carminati è stato raggiunto ieri dal provvedimento che ripristina il regime carcerario previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, il cosiddetto “carcere duro” per i mafiosi.

La notizia è stata data ieri sera dall’agenzia di stampa Agi, che in un lancio ha spiegato come la misura sia stata applicata in seguito alla sentenza della Corte d’appello di Roma. I giudici avevano riconosciuto l’associazione mafiosa nell’ambito del processo “Mondo di mezzo”, ed è stata richiesta dalla procura di Roma e dalla Direzione nazionale antimafia.

Con la sentenza di primo grado (20 luglio 2017) Massimo Carminati e l’ex ras delle cooperative Salvatore Buzzi erano stati condannati rispettivamente a 20 e a 19 anni, ma senza l’aggravante mafiosa. Fino ad allora Carminati era già stato sottoposto al 41 bis.  Lo scorso 11 settembre in appello i due si sono visti ridurre le pene: 14 anni per Carminati e 18 anni e 4 mesi per Buzzi. Un “alleggerimento” solo temporale per l’ex Nar. Il carcere duro prevede infatti una serie di limitazioni pesanti . Tra queste ci sono l’isolamento nei confronti degli altri detenuti, la limitazione a due sole ore d’aria al giorno (in  isolamento) e la sottoposizione a visto di censura della posta in uscita e in entrata.

(Nella foto l'arresto di Carminati nel 2014)

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