«Dopo 20 anni di lavoro arriva il mio Don Chisciotte»

  • Cinema /Terry Gilliam

ROMA È stato il mitico autore dei Monty Python e oggi è uno straordinario ultrasettantenne che non smette di sognare, di divertirsi (e divertirci)  di sognare. Come dimostra L'uomo che uccise Don Chisciotte in sala da giovedì dopo ben 20 anni di lavorazione. Letteralmente. Perché sono 20 anni che Terry Gilliam insegue il sogno del suo Don Chisciotte, tra produttori in fuga, scene girate con Johnny Depp e Jean Rochefort, infortuni vari e persino un documentario (Lost in La Mancha) su questa odissea. 

Finalmente arriva il suo Don Chisciotte, protagonisti Adam Driver e Jonathan Pryce.

«Resto aggrappato ai miei sogni - spiega Gilliam - perché la vita può essere molto ripetitiva ma i miei sogni non lo sono mai e  Don Chisciotte, proprio come i sogni, non muore mai». 

Ha mai pensato di abbandonare questo progetto? 
«Molte persone ragionevoli mi suggerivano di farlo, ma io non sono ragionevole. E poi se lavori molto sulle idee, alla fine,  molte cose le togli e resta il meglio». 

Cosa ama più del cinema contemporaneo, la realtà o la fantasia? 
«Credo che i grandi film nascano dallo scontro tra realtà e fantasia.Non mi interessa solo la realtà al cinema, ma nemmeno i film con gli Avengers che la ignorano».

Ci sono eredi dei Monty Python oggi? 
«Ci sono persone di talento, ma i tempi sono cambiati: c'è il politically correct. Noi eravamo meno timidi, senza paura e più liberi».

SILVIA DI PAOLA