Sicurezza e immigrati ok del Cdm al decreto

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ROMA Stop alle richieste di asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado, modifica della normativa in materia di accoglienza con l’abolizione del permesso umanitario, maggiore permanenza nei centri di prima accoglienza e revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per terrorismo. Il decreto Salvini, che accorpa i precedenti decreti sicurezza e immigrazione, è stato approvato all’unanimità dal consiglio dei ministri. «Un passo in avanti per rendere l’Italia più sicura - ha commentato Salvini - per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle forze dell’ordine».

Presto al vaglio del Quirinale

Il premier Conte ha garantito che il testo del decreto è stato frutto di una «interlocuzione» anche con il Colle. Comunque «il presidente avrà tutto l’agio di fare eventuali rilievi», ha affermato Conte aggiungendo che «l’obiettivo è riorganizzare l’intero sistema di riconoscimento della protezione internazionale per adeguarla agli standard europei». Ora il testo del decreto dovrà giungere al Quirinale, dopo che nei giorni scorsi erano emersi dubbi rispetto ad alcune norme evidenziate dalle anticipazioni; solo al termine dell’esame complessivo del testo il Presidente assumerà la sua decisione sulla firma che autorizza la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e rende operativo il dl. «È stato il decreto più condiviso e più modificato della storia, almeno di questo governo», ha riconosciuto Salvini, sottolineando che comunque il decreto «arriverà in Parlamento dove potranno esserci modifiche importanti. Non è un decreto blindato».

Dure critiche del Pd

Per una semplificazione i due decreti iniziali sono stati sintetizzati in unico decreto, che che contiene 44 articoli, rispetto alla cinquantina previsti in una precedente bozza,  sottoposta a una operazione di «asciugatura tecnica», spiegano fonti del Viminale, rispetto a voci che dovrebbero confluire in qualche emendamento parlamentare o governativo. Critico il Pd. «Approvata la nuova arma di distrazione di massa, il decreto Salvini. Crea più immigrati irregolari, più insicurezza e non aumenta i rimpatri», ha commentato Lia Quartapelle, responsabile Esteri del Partito democratico. «Il decreto che mette insieme il tema della sicurezza e quello dell’immigrazione è l’emblema di una sintesi culturale che noi non potremo mai accettare - le ha fatto eco il collega dem Emanuele Fiano - le soluzioni sono una cosa diversa dalla propaganda». Approvazione con riserva da parte di Forza Italia.

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