Campus a Expo C'è chi dice no

  • Milano

Astenersi sul trasferimento delle facoltà scientifiche della Statale a Expo prima dell’insediamento del nuovo rettore Elio Franzini, che proprio sul no a quel trasloco è stato eletto. Questa in sostanza la richiesta di un gruppo variegato di realtà, alla vigilia  del consiglio di amministrazione dell'Ateneo, che oggi si riunisce ancora sotto la reggenza dell’uscente rettore Gianluca Vago per votare la “predisposizione della documentazione da mettere a gara d'appalto”.  A lanciare l’appello l'assemblea di Città Studi, il gruppo consiliare Milano in Comune, M5s e i deputati di Leu. «Il professore Franzini - ha spiegato Davide Lo Prinzi, rsu dell'Ateneo e rappresentante dell'assemblea Città Studi - votò contro il trasferimento. La maggior parte della comunità accademica ha scelto Franzini, dando un segnale politico importante. Sembra che domani - a cinque giorni dal passaggio di consegne - il cda della Statale farà una delibera che vincolerà l'Ateneo per i prossimi 30 anni, con un debito da 20 milioni all'anno». Lo Prinzi ha anche ricordato che Vago «il giorno dopo le elezioni è stato nominato dal governatore Fontana suo consigliere personale per progetti strategici (come il campus a Rho). Un incarico da 80.000 euro annui». «Noi riteniamo - ha osservato Lo Prinzi - che debba essere valutato un conflitto d'interessi e che sia inopportuno che il CdA presieduto da un consigliere del presidente regionale voti una scelta così vincolante, a cinque giorni dalla scadenza del proprio mandato". Un altro punto criticato riguarda il fatto che i soldi destinati dal governo all’università sono vincolati all’obbligo di trasferimento.
Per le stesse ragioni oggi pomeriggio gli studenti della Statale hanno organizzato un presidio nella sede di Festa del Perdono. Ancora ignoti il luogo e l'orario della riunione del Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo.

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