Real Madrid-Roma 3-0 Al Bernabeu non c'è partita

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CALCIO Meno male che è finita. La Roma torna da Madrid con un rotondo 3-0 e deve ringraziare il proprio santo in paradiso, ma soprattutto quello che tra lo scetticismo dei tifosi gioca in porta, Robin Olsen, se non ne ha presi sette come nella migliore tradizione.
Il Real Madrid passeggia con i giallorossi e questa non è una notizia. La squadra di Di Francesco sullo 0-0 ha tentato di reggere l’urto con generosità, ha mancato anche l’occasione per colpire in un paio di ripartenze, ed alla lunga è inevitabilmente capitolata. Parliamoci chiaro: perdere al Bernabeu ci sta, ma il fatto è che la Roma ieri non ha giocato da squadra, è stata slegata, sfilacciata, ha lasciato campo aperto ai madrilisti dal primo minuto. Meglio nel secondo tempo che nel primo però, insomma, poca cosa. «Ricordiamoci che abbiamo incontrato la squadra che ha vinto le ultime tre Champions - ha detto Di Francesco alla Rai,   riconoscendo che «potevamo fare  meglio, abbiamo fatto molti errori».  Lo stato di forma della Roma è sembrato ancora  approssimativo, gli avversari hanno dettato ritmo e gioco ed ha spinto soprattutto sulla fascia di Kolarov, anello debole della retroguardia romanista. Il tecnico  a centrocampo punta sulla freschezza di Zaniolo (al suo esordio assoluto in Champions, senza aver giocato mai in A) e sull’esperienza di De Rossi e Nzonzi. Alla fine i gol di  i gol di Isco, Bale e Mariano Diaz sono una sentenza. Ma poteva andare peggio. Anche perchè Viktoria Plzen e Cska Mosca hanno deciso di non farsi male (2-2), e quindi in classifica è tutto ancora possibile. Ma serve la vera Roma.

 

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