Così gli animali «amano e sono empatici»

  • Libri/Safina

SAGGI Cosa sentono gli animali? Hanno emozioni? E in che cosa somigliano alle nostre? Chi non lo ha pensato che al proprio gatto, al proprio cane, mancasse solo la parola? Insomma, gli animali ci capiscono? Chiacchieri con Carl Safina, grandissimo etologo che ha svolto ricerche sugli animali in tutto il mondo – dalle grandi riserve africane al parco di Yellowstone - e adesso autore di “Al di là delle parole” (Adelphi, p. 685, euro 34) e ti si apre un universo inesplorato.

Professore, gli animali, come noi, provano emozioni?
Certamente, perché, proprio come noi, sono “animali”.  Anche se noi siamo animali “più estremi”. Siamo l’animale più creativo e distruttivo, più compassionevole e più crudele che c’è.

Come facciamo veramente a sapere che possono pensare e sentire come noi?
Quando il mio cane vuole una grattatina sulla pancia e viene da me e si mette a zampe all’aria ha appena pensato: “Voglio una grattatina, vado da lui perché mi fido e so che mi farà stare bene: è la mia famiglia!”.

Quindi ci amano?
Assolutamente sì. Anche se c’è un tipo di attaccamento diverso tra le varie specie. Questo perché ogni animale ha una personalità diversa e sviluppa con noi un rapporto unico. In ogni caso gli animali, specialmente quelli più sociali, sono in grado di privare sentimenti e di instaurare dei legami profondi, tra cui quello d’amore incondizionato.

Lei parla sempre di empatia tra gli animali. Mi fa un esempio?
Quando un elefante è malato o è in punto di morte e cade a terra gli altri elefanti, per prima cosa, cercano di aiutarlo a sollevarsi, poi se non ci riescono gli si mettono intorno a guardia. Lo proteggono. Questa è empatia…

In questo ci assomigliano? 
La specie umana è più empatica, capace di atti di compassione ancora più grandi. Però è anche vero che gli uomini possono essere molto crudeli, dimenticando che anche gli altri esseri umani hanno sentimenti.

Il suo libro vuole essere anche una lezione di etica?
Io descrivo come sono gli animali, cosa sentono e come si comportano tra di loro. Poi sta a ognuno di noi prendere decisioni in proposito. Per esempio se continuare ad avere col loro mondo il rapporto distruttivo e violento che abbiamo.

ANTONELLA FIORI