Per le Olimpiadi invernali restano Milano e Cortina

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Roma «In Italia non è mai accaduto» che ci fosse una candidatura alle Olimpiadi non sostenuta dal governo, «ma tecnicamente si può fare, così come dimostrano gli Stati Uniti dove entrambe le candidature sono state sostenute da privati». Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, lasciando Palazzo Chigi al termine dell’incontro con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. La candidatura italiana alle Olimpiadi invernali 2026 rischia seriamente di finire fuori pista: il governo ha bocciato la proposta congiunta di tre sedi - Torino, Cortina e Milano - e in extremis Lombardia e Veneto hanno lanciato una proposta per tenere in piedi una candidatura italiana «a due». Oggi sarà il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a formalizzare a Losanna il progetto per disputare i Giochi a Milano e Cortina, con il coinvolgimento di Anterselva in Alto Adige, in un incontro con il presidente del Cio, Thomas Bach. Però senza il sostegno del Governo, senza elargizione di denaro, autosovvenzionate dalle candidate: soluzione, questa, che ha trovato l’appoggio un pò perplesso di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i vicepremier. I due governatori, Attilio Fontana e Luca Zaia, si sono detti disponibili a lavorare a una soluzione «lombardo-veneta» perché «arrivati a questo punto e' impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata». La speranza del Coni è di evitare la terza bocciatura consecutiva di una candidatura italiana, dopo le due di Roma per i Giochi estivi.

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