Il futuro... appena domani

  • CARLO BARBIERI

Comincia oggi a Shangai la 2018 World Artificial Intelligence Conference. Ci sono tutti i "big player": Google, Microsoft, SAP. Un evento quasi ignorato, eppure si parlerà del nostro futuro molto prossimo, appena dietro l'angolo.

Leggo che le più grandi città cinesi sono già dotate di di telecamere per il riconoscimento facciale che permettono di individuare immediatamente, tra la folla, i ricercati. Bene. Ma c'è di più, sentite: "Ci sono già progetti sperimentali per controllare se all'università gli studenti vanno a lezione regolarmente e se quelli delle medie seguono e capiscono i professori”.

Capito? Dalle nostri parti i professori vengono preso a schiaffi se non promuovono; da quelle invece gli studenti sono immersi in un tritacarne spietato da cui, chi non "passa", peggio per lui; chi "passa", esce ferratissimo.

Bello o brutto che sia, dalla Cina e dai paesi che la seguiranno a ruota verranno fuori le innovazioni in ogni campo. E gli altri paesi una volta leader tecnologici avranno perso la corsa. L'Italia, fra questi, è in prima fila. Da noi il disastro in atto non si vede chiaramente per via dell'effetto "pallottola alla testa": quando qualcuno viene colpito da un proiettile al cervello mentre è in corsa, prima di cadere a terra spesso fa ancora qualche passo. Sembra vivo, ma è già cadavere. Ditemi un po': ma di fronte a temi di enorme peso come questo, i nostri  politici e le loro quotidiane azzuffate non sembrano un pochino miopi?

CARLO BARBIERI

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