Sepsi, un'emergenza che si può affrontare

  • Roma

La sepsi è la principale causa di morte per infezione al mondo se non presa in tempo. È un'emergenza sanitaria globale secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Colpisce 30 milioni di persone nel pianeta ogni anno, provocando un decesso ogni 3-4 secondi e uccidendo dieci volte più dell’infarto.

Nonostante i progressi riportati dalla medicina moderna, la sepsi è responsabile della gran parte della mortalità associata con HIV, malaria, polmonite nonché infezioni acquisite in ambienti sanitari. «In Italia – denuncia il segretario dell’ Associazione Dossetti, Claudio Giustozzi - si contano ogni anno 250mila casi di Sepsi di cui 1 su 4 ha esito fatale». Nei casi più gravi l'infezione costa dai 25.000 ai 50.000 euro a caso. In occasione della giornata mondiale della sepsi, l’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori - Tutela e Sviluppo dei Diritti” Onlus ha organizzato il Convegno “Diagnosi e gestione clinica della sepsi” che avrà luogo giovedì 13 settembre 2018 dalle ore 9.00 alle 17.00 presso la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, presso il Senato della Repubblica a Roma, piazza della Minerva 38.

Il Convegno, organizzato con l’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI) e la Società Italiana di Microbiologia (SIM), con il patrocinio della Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie (SIMPIOS) e di Sepsi Chirurgia, rappresenta un’importante occasione per confrontarsi sulla sepsi, una malattia sistemica causata da un’infezione che può portare al danneggiamento degli organi fino alla morte. La strategia che ha consentito di raggiungere altissimi livelli di successo terapeutico è quella di un trattamento tempestivo nelle prime ore dell’insorgenza. Da qui la parola d’ ordine. “Diagnosi Tempestiva”. Se un paziente riceve la terapia antibiotica entro la prima ora dalla diagnosi, le possibilità di sopravvivenza raggiungono quasi l’80%.

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