Per crescere non serve chiudersi a riccio

  • Maurizio Guandalini

Ricordati di santificare le feste. Terzo comandamento. Il vicepremier Di Maio, con un fiotto di pennellate, prosegue nella sua rappresentazione personalissima della realtà. Chiudere i negozi alla domenica, per stare in famiglia. Il leader maximo vuole l’ensemble del Mulino Bianco. Riunirà i dipendenti del commercio attorno al caminetto, moglie, marito e figli, a scambiarsi affettuosità, staccandoli dallo schermo dello smartphone? Scusi, Ministro, e chi non ha parenti? E si troverà a casa nel dì di festa, senza lavoro, perso sulla strada dei buoni sentimenti?  Lacci, lacciuoli e divieti. In un monstrum pedagogico di massa che non aggiunge novità. Zero punti di score. Verso lo statalismo trionfante. La sua ricetta di cittadinanza. Economia stanca e meno lavoro.
Sergio Marchionne arrivò alla Fiat in pieno agosto. La Fabbrica Automobili Torino perdeva 5 milioni al giorno. “Non trovai nessuno. Era chiuso. In ferie. Ma in ferie da cosa? 
Noi italiani dobbiamo uscire dalla comfort zone e dal nostro atteggiamento provinciale. Il mondo se ne frega che siamo belli, che abbiamo il tempo bello, che sappiamo cantare. Gli americani mi dicono amo l’Italia, poi gli chiedo investiresti qui? No”.  Perché togliere al giovane l’opportunità di lavorare la domenica? Si chiudono le serrande per legge.  Così i negozi chiusi sono scivolati nel bailamme dello scontro politico. I piccoli contro la grande distribuzione. Ognuno, al via dal 2019, ci attacca l’emoticon di convenienza. Favorevole o contrario si sintonizza calcolando  l’interesse. Economico. La grande distribuzione fa il grosso del fatturato nei fine settimana. C’entra nulla la casata riunita attorno al focolare. E mettere uno contro gli altri armati non se ne esce. Come stoppare il commercio online perché la bottega non fa prezzo. Una specializzazione di qualità dei piccoli, no? L’economia per crescere ha bisogno di aggiungere. Non sottrarsi o chiudersi a riccio. In nome di un supposto presepe.

MAURIZIO GUANDALINI

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