Che cosa ci dicono i nostri conti con l’estero

  • fabio ghironi

La Banca d’Italia ci dice che il nostro saldo delle partite correnti nei dodici mesi terminati in maggio è stato di 47,5 miliardi di euro (il 2,8% del Pil). Cosa vuol dire?
Il saldo delle partite correnti è la somma del saldo commerciale e del saldo dei redditi netti da attività finanziarie.  
Il saldo commerciale è la differenza tra il valore di esportazioni e importazioni.  Se esportiamo più di quanto importiamo, abbiamo un surplus, altrimenti un deficit.  In maggio, abbiamo registrato un surplus commerciale di 51,4 miliardi.
Il saldo netto dei redditi da attività finanziarie misura la differenza tra i redditi percepiti sulle attività finanziarie che gli Italiani possiedono all’estero (azioni, depositi su una banca estera ad esempio) e i pagamenti che devono fare sui debiti esteri. 
Un esempio di questi sono gli interessi sul debito pubblico di proprietà di investitori stranieri.  In maggio, abbiamo registrato un saldo netto negativo di 3,9 miliardi di euro. Per questa ragione il surplus delle partite correnti è stato  più piccolo del surplus commerciale.
Il fatto che l’Italia abbia un significativo surplus commerciale suggerisce che l’euro non è affatto un ostacolo per la competitività internazionale dei nostri prodotti (il saldo commerciale è in surplus dal 2012 e si colloca sopra i 40 miliardi di euro dal 2014).
Però abbiamo un debito estero netto piuttosto grande, pari all’8,5% del Pil (era vicino al 25% nel 2014).  E’ anche per questo che dobbiamo prestare attenzione allo spread e al nostro deficit pubblico. 
Lo spread è la differenza tra interessi passivi (sui Btp posseduti da stranieri) e attivi (sui Bund tedeschi che deteniamo).  Ogni volta che spread e/o debito pubblico salgono, il saldo delle partite correnti peggiora.

FABIO GHIRONI

Università  di Washington
http://faculty.washington.edu/ghiro/